Broker e broker: come scegliere quello giusto

C’è broker e broker. Assolutamente, uno non vale l’altro. Anzi, la scelta del broker incide sulle possibilità di successo dell’attività di trading, dunque non può essere presa sottogamba. Piuttosto, deve procedere da un’attenta valutazione e dall’impiego di specifici criteri. Nell’articolo che segue offriremo qualche consiglio per scegliere bene il broker ed elencheremo le caratteristiche che distinguono un buon broker da un cattivo broker.

L’importanza del broker

E’ impossibile fare trading online senza appoggiarsi a un broker. E’ proprio un limite strutturale. Ora, l’offerta di società che propongono un servizio da broker è abbondante, dunque orientarsi in questo panorama (praticamente saturo) è molto difficile. Tuttavia, doveroso. Pena una successiva difficoltà a trasformare il trading in un’attività veramente proficua, che si aggiunge alle mille difficoltà che pone in essere il mercato.

Ma perché il broker è così importante? I motivi principali sono tre.

Primo, il broker organizza l’ambiente entro cui il trader opera. Sono i broker a consentire gli ordini, e lo possono fare più o meno velocemente. Sono i broker, attraverso la piattaforma, che disegnano l’interfaccia, il “pannello comandi” che il trader utilizza per compiere qualsiasi azione.

Secondo, il broker stabilisce i costi. Ci sono broker e broker soprattutto da questo punto di vista. Alcuni sono convenienti altri meno. Alcuni richiedono commissioni e spread, alcuni solo le commissioni, altri solo lo spread.

Terzo, il broker può offrire anche servizi collaterali, i quali però si rivelano incredibilmente utili. Per esempio, la formazione e un’assistenza qualificata. Nei casi limite (e positivi) il broker accompagna anche concretamente il trader nella sua attività di investimento.

Tipi di broker

La prima questione che va affrontata riguarda la tipologie di broker. Ufficialmente ce ne sono tre, più alcune varianti ibride. Le tipologie più diffuse, però, sono quelle che fanno riferimento ai market maker broker e ai broker ECN.

I broker market maker garantiscono sempre l’ordine. In realtà, il trader non interviene direttamente sul mercato ma, in un certo senso, commercia con il broker stesso, che poi trasferisce o meglio rielabora l’ordine nel mercato reale. I prezzi, dunque, non sono reali ma (dichiaratamente) suscettibili di uno spread, che è poi il reale guadagno dei broker. Il pregio dei broker market maker consiste nella certezza che l’ordine andrà a buon fine e nell’assenza di commissioni (nella stragrande maggioranza dei casi).

I broker ECN invece fungono da semplici intermediari. Il trader investe direttamente. In virtù di ciò, ha una visione realistica del mercato, a partire dai prezzi. Tuttavia, gli ordini, non essendo coperti dal broker, potrebbero rimanere inevasi. I pregi dei broker ECN sono rappresentata da una spiccata velocità di esecuzione e dalla già citata “visione profonda” del mercato. Il difetto è che sono più complessi da utilizzare.

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Come capire se un broker è buono

Di seguito, alcuni criteri che consentono di distinguere cattivi broker e broker buoni.

Le credenziali. E’ il requisito fondamentale. Se un broker non possiede le credenziali giuste, ovvero una licenze emanata da un organismo internazionale di controllo, non solo è un cattivo broker ma è anche una truffa. Verificate la presenza della licenza sul sito ufficiale.

L’offerta operativa. Valutate cosa offre materialmente il broker, ovvero l’offerta di asset, di strumenti di analis etc.

L’offerta economica. Come già accennato esistono broker costosi e meno costosi. Raccogliete informazioni circa le commissioni, gli spread, i trade minimi, i depositi minimi iniziali.

Formazione e assistenza. I broker non dovrebbero limitarsi a fungere da intermediario ma dovrebbero offrire anche altri servizi. Per esempio, formazione e assistenza. Quest’ultima, in particolare, dovrebbe essere esperibile su più canali (chat, telefono, email) ed essere disponibile 24 ore su 24.

Broker ESMA e NO ESMA

In seguito alle nuove regolamentazioni europee ESMA del 2018 ci sono state importanti novità nel settore dei broker online.

In particolar modo c’è da sottolineare come la tutela del risparmio sia al centro della nuova normativa che ha agito su:

  • riduzione della leva finanziaria con un massimo di 1:30 sul forex
  • garanzia della perdita massima pari al deposito del cliente
  • avvisi automatici su perdite superiori a certe soglie
  • classificazione tra trader professional e retail
  • divieto sulle opzioni binarie per i clienti retail
  • e altri interventi vari

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