Target price: cos’è e come incide sul trading

Il Target Price è uno dei protagonisti del trading, a prescindere dal mercato, dagli asset e dalle fasi. E’ un elemento fondamentale in quanto capace di orientare i trader, e soprattutto di farlo a più livelli. Dunque, se intendete trarre il massimo dalla vostra attività di trading, non potete permettervi di ignorarli.

Nell’articolo che segue spiegheremo in cosa consiste il Target Price, come va letto e come può essere utilizzato per aumentare le proprie chance di guadagno. L’analisi riguarderà più campi, da quello tecnico a quello interpretativo, fino a considerare anche quello psicologico, che è ovviamente il più complesso.

Una definizione di Target Price

L’espressione Target Price può essere tradotta semplicemente come “prezzo obiettivo”. In realtà, questa traduzione, per quanto generalmente accettata dalla comunità dei trader italiani, può essere fuorviante. Il Target Price, infatti, non è il massimo prezzo desiderabile. La questione è molto più complessa da quanto si possa intuire dalla semplice traduzione letterale.

In realtà, il Target Price è il prezzo raggiunto il quale il trader farebbe bene ad abbandonare la posizione. Immaginiamo un trader che ha acquistato un titolo azionario. Il titolo in questione raggiunge il Target Price. A questo punto il trader vende perché sa, o perlomeno crede, che da quel momento in poi il prezzo scenderà. Il Target Price, dunque, indica il prezzo a cui può essere realizzato il massimo profitto. Tuttavia, non si tratta di un traguardo definitivo, bensì temporaneo e circocritto a un orizzonte temporale in genere abbastanza ristretto. 

Un’altra caratteristica importante del Target Price è che… Non esiste un Target Price. Ogni asset ne può avere diversi. Questo perché il Target Price è frutto di una stima realizzata da un analista. Più analisti possono produrre Target Price anche molto diversi.

Ovviamente, le stime vengono realizzate cercando di contenere il margine di discrezione. Sono infatti frutto di calcoli tecnici, di un’attenta analisi dei grafici. Ma tant’é: i risultati spesso cambiano da analista ad analista, e in base all’approccio.

Questa dinamica è in parte responsabile di una particolarità del Target Price. Ovvero, la sua doppia valenza. Possono essere infatti utilizzati come punto di riferimento, che è poi lo scopo ufficiale, ma anche come market mover. Ne parleremo nei prossimi paragrafi. 

Target Price come punto di riferimento

Il Target Price, o per meglio dire i Target Price, possono essere utilizzati come punto di riferimento. Ovvero secondo la finalità per cui sono stati pensati. Se un analista dichiara che il Target Price di un’azione è pari a 90 dollari, allora il trader vende quando il prezzo raggiunge i 90 dollari. Se tutto va secondo i piani, il prezzo scenderà, il trader vendendo avrà raggiunto il massimo profitto possibile (sempre in relazione al periodo di riferimento del Target Price).

Ovviamente, questo approccio non è privo di rischi. Anche perché, come già accennato, il Target Price non è un elemento oggettivo. Non offre certezze granitiche. Può benissimo accadere che, per rifarci all’esempio appena presentato, allo scoccare dei 90 dollari il prezzo continui a salire. Tra l’altro, in gioco ci sono anche altri fattori, come la rottura delle resistenze, che possono complicare notevolmente le cose.

Ad ogni modo, il consiglio è di seguire sì i Target Price, ma di sceglierli con cura. Ovvero fare riferimento agli analisti più competenti e, soprattutto, indipendenti. 

Target Price come market mover

L’uso più interessante che si possa fare dei Target Price è quello di “market mover”. Esatto, i Target Price possono essere considerati dei market mover. O, per meglio dire, la pubblicazione dei Target Price. Se per esempio un analista famoso stabilisce un Target Price più alto del previsto, e comunque molto distante dal prezzo corrente, ciò può rappresentare un segnale di acquisto. Semplicemente, le prospettive di guadagno sono più alte. Accade l’esatto opposto se il Target Price è più basso del previsto.

Il carattere di market mover si intensifica quando i Target Price piuttosto che stabiliti ex novo, o a distanza di tempo, vengono rimaneggiati frequentemente. In questo caso, gli investitori percepiscono un segnale affidabile e forte, e attraverso gli investimenti finiscono di muovere realmente il prezzo. Ovviamente, questa è una dinamica che coinvolge soprattutto la sfera psicologica. 

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