Trading finanziario professionale: consigli per i principianti

Il trading finanziario professionale può essere alla portata della gente comune. E’ necessario però che ci si approccia a questa complessa attività sia consapevole dei rischi e disposta a rimboccarsi le maniche per imparare.

A prescindere dalle basi, che possono essere più o meno estese, è sempre bene seguire alcune accorgimenti, i quali possono porre in essere le condizioni per un’attività di trading finanziario professionale proficua. Ecco alcuni di questi accorgimenti (sotto forma di consigli).

Studiate prima di iniziare

Questo è proprio il consiglio base, eppure è necessario darlo. Sono troppi gli aspiranti trader che, ammaliati da campagne pubblicitarie al limite del consentito, tentano la fortuna nel trading finanziario professionale. Ebbene, l’improvvisazione è un concetto che non ha ragione di esistere in questo caso. E’ dannoso anche solo pensare di poter sopravvivere al mercato semplicemente improvvisando.

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Dunque, studiate (e studiate tanto) prima di fare il vostro esordio nel trading. Svolgete un percorso di formazione il più possibile completo, anche a costo di trascorrere mesi su libri, corsi, video corsi, webinar etc. E’ l’unico modo per sperare di fare bene.

Scegliete gli alleati giusti

Il trader non è mai solo. Ha sempre bisogno di intermediari. Ovvero, deve appoggiarsi a un broker. L’offerta di broker, oggi come oggi, è molto abbondante quindi è difficile orientarsi. Nella fattispecie, è difficile distinguere i broker buoni dai broker mediocre.

Partiamo dal requisito principale, ovvero il possesso della licenza. Verificate che il broker sia in possesso di regolare licenza, emessa da un organismo di controllo qualificato (FCA, FSA, CYSEC etc). Successivamente, valutate sia l’offerta di asset e di strumenti per l’operatività, sia l’offerta economica (costi, commissioni, deposito minimo trading minimo etc.).

Non trascurate, ovviamente, i servizi di assistenza e di formazione.

Specializzatevi in un segmento

Questo è già un consiglio avanzato. Un errore che commettono molti principiando è pretendere di imparare un po’ di tutto. Questo è senz’altro un obiettivo, ma non deve essere l’unico. Dopo una fase di formazione “generale”, è bene che l’aspirante trader si specializzi, ovvero che concentri i suoi sforzi per dominare uno specifico segmento di mercato e per padroneggiare una specifico tipo di asset.

Accetta la sconfitta

E’ uno dei consigli più difficili da seguire. Anche perché coinvolge tematiche particolari, che riguardano la sfera psicologica. La verità, purtroppo, è che nel trading finanziario professionale la sconfitta è una presenza palpabile, che non può essere scacciata. Tutti i trader perdono, anche quelli esperti, persino quelli ricchi. La differenza sta nel quanto si perde.

La sconfitta fa parte della vittoria. O, per meglio dire, il modo con cui si elaborano gli eventi negativi incide sulla capacità di reagire, di imparare dai propri errori. Il primo passo per maturare la giusta mentalità è proprio accettare la sconfitta come parte del gioco.

Difenditi prima di attaccare

Anche questo è un consiglio “avanzato” eppure di fondamentale importanza. A prescindere dalle competenze tecniche del trader, il mercato rimane un luogo estremamente rischioso. Le probabilità di perdere il proprio denaro sono sempre alte. Dunque, prima ancora di pensare al guadagno, è necessario pensare a limitare le eventuali perdite, anche nel caso in cui si avverasse il peggiore degli scenari.

Per fortuna, esistono degli strumenti per farlo, per gestire sia il rischio che il capitale. In realtà, sono due discipline: risk management e money management. Prima di esordire nel trading, imparate a padroneggiarle con precisione.

Cambiate, ma solo se necessario

In genere, il trader viene favorito dalla stabilità. I colpi di testa non sono ammessi, come non è ammessa l’improvvisazione. Piuttosto, un ruolo fondamentale è giocato dalla pianificazione e dalla strategia. Tuttavia, tale senso di disciplina non deve tradursi in rigidità. Il trader deve essere disposto a cambiare, ma solo se ci sono delle buone motivazione.

Dunque, se l’attività va male, andate a fondo sulla questione, individuate il vero motivo del fallimento (magari su basi scientifiche e statistiche). Solo allora, cambiate.

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