Trading online e truffe: come evitarle

Nonostante la percezione generale sia migliorata, l’associazione tra trading online e truffe è ancora viva nell’immaginario collettivo. Si tratta di una associazione ingiusta, frutto esclusivamente della ribalta mediatica che ha avuto per oggetto alcuni spiacevoli episodi. La verità è che tutti i settori sono popolati da malintenzionati, e il trading non fa eccezione.

Ciò non toglie che il rapporto (sì, sporadico ed episodico) tra trading online e truffe rappresenti un problema concreto e che, nonostante le azioni messe in campo dagli enti di controllo) non sia ancora stato risolto del tutto.

Dunque, è bene imparare a riconoscere le truffe nel più breve tempo possibile, in modo da evitarle e salvaguardare il proprio capitale. Nell’articolo che segue offriremo qualche consiglio di massima, ma immediatamente praticabile, per riconoscere le truffe quasi a primo acchito ed evitarle.

Truffe trading online: come avvengono

In genere, per le truffe più pericolose il trading online è semplicemente un “cappello”, una maschera. Nella maggior parte delle truffe, anche guardando alle dinamiche esterne, non c’è nulla che possa essere ricondotto al trading online. Le meccaniche sono semplicemente diverse. Gli autori delle truffe utilizzano il termine “trading online” a sproposito, in quanto alle orecchie dei più profani rievoca un’attività capace di portare ricchezza, e di portarla nel più breve tempo possibile.

Da questo punto di vista, la migliore arma di prevenzione è quella informativa. Ovvero, diffondere la consapevolezza che il trading online non è affatto il paese del bengodi, ma un’attività che sì può portare ricchezza, ma solo a costo di sacrifici ed impegno.

Ad ogni modo, la maggior parte delle truffe pseudo-trading online in realtà nascondono uno Schema Ponzi, ovvero una struttura in cui i partecipanti vengono illusi dalla promessa di denaro, che però non si realizza mai. Una struttura che rischia di rimanere in piedi per molto tempo, in quanto le vittime sono incentivate a ritardare la fase dell’incasso.

Ora, le attività che praticano lo Schema Ponzi sono illegali in gran parte dei paesi occidentali. Anche grazie all’anonimato che la rete riesce ancora a dare, però, ammorbano con la loro presenza un contesto – quello del trading online – che è pienamente legittimo e ha tutta la ragione di esistere.

Alcune truffe si incentrano su broker fittizi, che spingono gli aspiranti trader ad aprire conti che in realtà non funzionano, o funzionano molto male. Spesso, questi “falsi” broker non consentono agli utenti di ritirare soldi dal proprio conto. Sicché quand’anche si verificassero dei guadagni, questi passerebbero direttamente agli sfruttatori.

Come riconoscere le truffe

Ovviamente, dipende dalla tipologia di truffa. Se queste si basano sulla Schema Ponzi, è molto facile. Se la pagina del sito o dello pseudo-broker vi invita caldamente a inserire altri all’interno del progetto, quasi come se foste dei pr, se addirittura vincola il guadagno al rispetto di questa meccanica… Beh, non c’è alcun dubbio: dietro c’è uno Schema Ponzi. Anche se il testo è scritto bene e vi ispira fiducia, state alla larga: siete di fronte a un truffatore che, semplicemente, sa fare bene il suo “mestiere”.

Se la truffa si basa sul concetto di falso broker o di broker truffatore, è già più difficile: dovreste essere in grado di valutare un broker dal suo sito, o dal materiale pubblicitario che diffonde su internet. In linea di massima, siete di fronte da un broker truffatore se..

  • Non possiede una licenza. Questa dovrebbe essere citata nella home page del sito o nella sezione “Chi siamo”, “About etc”.
  • Dichiara di avere una sede legale ma questa non può essere in alcun modo contattata
  • Promette la luna. Come abbiamo già detto, il trading non è il paese dei balocchi, se qualcuno ve lo fa credere non fidatevi.
  • Propone costi infimi. I broker non fanno beneficienza. Se sembra lo facciano, vuol dire che cercano di fregarvi in altri modi.
  • Non mette in chiaro le regole di prelievo. Alla fine, nella maggior parte dei casi, la truffa sta proprio lì, nell’impedire il prelievo.

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